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Mercoledý 25 Giugno 2014   Stato
L'Europa non risorgerÓ mai
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Fiscal compact: i falchi frenano Merkel e Renzi, servono regole più severe

di Alessandro Iacopini | 24 Giugno 2014

Fonte e Link: http://www.forexinfo.it/I-falchi-frenano-la-Merkel-servono?utm_source=Forexinfo+Forex+Trading+Online&utm_campaign=565dc7ea63-forexinfo-daily-email&utm_medium=email&utm_term=0_4302bacf08-565dc7ea63-302716845

Ieri le parole della cancelliera tedesca avevano lasciato intendere un'apertura verso la flessibilità dei vincoli di bilancio, oggi i falchi frenano gli entusiasmi: il "debito non serve"

Fiscal compact: i falchi frenano Merkel e Renzi, servono regole più severe

Cosa succede a Berlino? A pochi giorni da un fondamentale vertice europeo sembra regnare la confusione nella capitale tedesca, dove le dichiarazioni pro e contro l’austerity si susseguono e si smentiscono a vicenda.

Ieri la cancelliera Angela Merkel - o meglio il suo portavoce - avevano lasciato intendere una certa apertura verso le proposte di Matteo Renzi e verso l’idea di patti europei più flessibili.

Oggi invece il dietro front, con l’austero ministro delle finanze Wolfgang Schauble e il numero uno della Bundesbank (Buba) - e falco nel board della BCE - Jens Weidmann subito impegnati a bloccare sul nascere qualsiasi entusiasmo sull’allentamento delle regole di bilancio proposto da Francia e Italia.

Ma andiamo con ordine.

La svolta di Angela

Ieri il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, si è fatto scappare nella tradizionale conferenza stampa del lunedì che la cancelliera ritiene possibile un utilizzo "flessibile" del patto di stabilità europeo, che deve essere comunque rispettato. "La credibilità - ha aggiunto Seibert - deriva dal rispetto delle regole che ci si è dati".

Apriti cielo. In breve tempo i giornali di tutta Europa hanno rilanciato la notizia, in effetti storica, che la paladina dell’austerità sarebbe pronta a ripensare il modo in cui è stata guidata l’Europa dalla crisi del 2008 ad oggi.

L’apertura della Merkel, inoltre, lascia intendere in trasparenza quanto, nonostante tutto, le elezioni europee abbiano avuto un impatto sulle gestione della comunità: con la vittoria in molti Paesi dei partiti euroscettici e le sempre più frequenti esternazioni del Premier britannico David Cameron sulla possibilità che la Gran Bretagna possa uscire dall’unione, il cambio di rotta chiesto dai popoli europei deve essere necessario e soprattutto rapido. E questo la Merkel lo sa bene.

La doccia fredda

Ma, evidentemente anche in Germania, il rapporto tra politici e tecnici è complesso. Se ieri la Merkel apriva, anche solo per un calcolo politico, alle proposte dei paesi del sud su un allentamento del patto di stabilità, ecco che oggi i tecnici del governo e della Buba raffreddano i toni, sottolineando come le regole vanno bene così e non c’è nulla da cambiare. Anzi.

A cominciare è stato il ministro delle Finanze del governo Merkel, Wolfgang Schauble, che in un intervista radiofonica ha detto che:

    "Disattendere il patto di stabilità e contrarre nuovo debito sarebbe per i Paesi europei il peggiore errore che possiamo fare".

Il riferimento di Schauble all’Italia e alla Francia non è neanche così velato, ma sempre più blando di quello lanciato stamattina dal presidente della Buba Jens Weidmann dalle colonne del quotidiano di centro sinistra Süddeutsche Zeitung:

    "L’ingannevole quiete sui mercati finanziari porta con sé il pericolo di dimenticare di nuovo le lezioni della crisi relative ai bilanci sovrani. Dubbi di mercati e osservatori sulla gestione delle pubbliche finanze potrebbero scatenare severe scosse nell’Unione monetaria. La crisi ce lo ha già mostrato in modo doloroso. Occorrono quindi semmai regole più severe e rigide, non un loro allentamento.

Weidmann continua facendo l’esempio della Francia, incapace da 9 anni di tenersi all’interno del paramento del 3% (7,6% nel 2009, 7,1% nel 2010, 5,3% nel 2011, 4,9% nel 2012, 4% nel 2013): se le regole imposte fossero veramente severe come si dice, conclude Weidmann, nessun paese si sarebbe potuto permettere un simile sforamento.

Quale sia la vera linea della Germania lo si vedrà solo giovedì, quando al consiglio europeo i tedeschi saranno costretti a girare le loro carte: a quel punto si capirà se l’Europa si sta lasciando l’austerity alle spalle o si continuerà sulla strada voluta dalla Germania.

IL NOSTRO COMMENTO: L’Europa è nata male! E’ nata prima l’Europa dell’Euro e non è nata mai  l’Europa politica. L’Europa poggia oggi su di un castello di sabbia che pian piano si sta dissolvendo come un gelato al sole. Le Banche, la Germania e le grandi lobbies finanziarie si stanno arricchendo a totale danno degli Stati membri di un’Europa che non potrà mai sorgere ne risorgere. Vogliamo continuare così all’infinito?????

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