"C'è un equivoco di fondo. Si dice che il politico che ha avuto frequentazioni mafiose, se non viene giudicato colpevole dalla magistratura, è un uomo onesto. No! La magistratura può fare solo accertamenti di carattere giudiziale. Le istituzioni hanno il dovere di estromettere gli uomini politici vicini alla mafia, per essere oneste e apparire tali".(Guarda il video) Voglio ricordare le parole di Paolo Borsellino, oggi che la Corte d'Appello di Palermo ha condannato Marcello Dell'Utri a sette anni di reclusione per concorso esterno in associazione mafiosa. Perché, a prescindere dalle analisi, dai numeri e dalle ipotesi, da questa storia emergono alcuni punti incontrovertibili. Il primo: questo processo riguarda i rapporti tra Cosa Nostra e Forza Italia, e non va confuso col filone d'inchiesta su quelli tra Mafia e Stato, che abbraccia le stragi del '92. Il secondo: Marcello Dell'Utri, senatore della Repubblica Italiana, è stato condannato a sette anni con l'accusa di concorso esterno in associazione mafiosa. E' un fatto. Il terzo punto: lo stesso Dell'Utri è il co-fondatore di Forza Italia (oggi Pdl), partito di maggioranza che governa il Paese. Co-fondatore perché lo fondò insieme a Silvio Berlusconi, oggi Presidente del Consiglio dei Ministri e coinvolto nei fatti per cui Dell'Utri è stato condannato in Appello. Anche questo è un fatto. A prescindere dagli anni di condanna - nove, sette, dieci non importa - questa sentenza offre una conclusione amara su cui gli italiani devono meditare: l'Italia è governata da due persone che hanno avuto rapporti stretti e confidenziali con Cosa Nostra. Tutto il resto passa in secondo piano.
Dopo cinque giorni di camera di consiglio arriva l'atto finale del processo d'appello al senatore Marcello Dell'Utri. Non c'è stato l'inasprimento della pena auspicato dal Procuratore Generale, Nino Gatto, che aveva chiesto una condanna a 11 anni di reclusione. C'è stata invece una riforma del dispositivo del primo grado e una riduzione della pena. Sette anni con l'obbligo di risarcire le parti civili, Provincia e Comune di Palermo. Assolto, perché il fatto non sussiste, per tutte le vicende contestate a Dell'Utri dal 1992 in poi. Crollano tutte le ricostruzioni dei pentiti che riguardavano il filone politico. Giuffré, in particolare, che aveva raccontato ai magistrati le tappe della nascita di Forza Italia. Secondo la ricostruzione del pentito assecondata dai padrini di Cosa Nostra. La Corte presieduta da Claudio Dall'Acqua, in questi giorni investita da violente polemiche, non ha creduto - o non ha ritenuto sufficienti i riscontri presentati, alle parole del pentito Gaspare Spatuzza. Ma la decisione della Corte d'Appello conferma tutti i fatti avvenuti prima degli anni '90. Sembra ormai certo che l'incontrotra Berlusconi, Dell'Utri e i vertici della mafia siciliana (Di Carlo, Teresi, Bontade e Cinà) avvenuto alla Edilnord di Milano nel 1974. Si doveva concertare un sistema per assicurare la protezione personale di Berlusconi e Vittorio Mangano fu assunto così come fattore nella villa di Arcore. E poi le estorsioni alla STANDA e per le antenne Fininvest all'alba del successo economico del gruppo che fa capo al cavaliere. Non soddisfatto il Procuratore Generale che ritiene comunque di portata storica la sentenza ma invita ad attendere il deposito delle motivazioni. Dal punto di vista giudiziario smacchiata, in prima battuta, la nascita di Forza Italia e l'ascesa al Governo del paese. Per i legali del senatore cadono le accuse più gravi. Due processi e un'indagine durati 16 anni. Il processo in Tribunale si era aperto il 5 novembre 1997 e si era concluso nel 2004 con una condanna a nove anni emessa dopo 13 giorni di camera di consiglio. L'appello, cominciato esattamente 4 anni fa, si è concluso oggi con la condanna a 7 anni di reclusione per i fatti commessi fino al 1992. Le motivazioni, entro i canonici 90 giorni, che scadono il 29 settembre. In quella data Berlusconi compie gli anni. E potrebbe festeggiare ancora.
"Visti gli articoli 150 Cp, 530, 531 e 605 Cpp, in riforma della sentenza del Tribunale di Palermo dell'11 dicembre 2004 appellata da Cina' Gaetano e Dell'Utri Marcello ed incidentalmente dal procuratore della Repubblica di Palermo, dichiara non doversi procedere nei confronti di Cina' Gaetano in ordine ai reati ascrittigli perche' estinti per morte del reo; assorbita l'imputazione ascritta al capo A della rubrica in quella di cui al capo B, assolve Dell'Utri Marcello dal reato ascrittogli, limitatamente alle condotte contestate come commesse in epoca successiva al 1992, perche' il fatto non sussiste e per l'effetto riduce la pena inflitta ad anni 7 di reclusione". E prosegue: "Conferma nel resto l'appellata sentenza. Condanna Dell'Utri Marcello alla refusione delle spese sostenute dalle parti civili costituite Provincia regionale di Palermo e Comune di Palermo che si liquidano per ciascuna di essere in complessivi euro 7.000 oltre spese generali, Iva e Cpa come per legge. Indica in giorni 90 il termine per il deposito della motivazione".
NOSTRO COMMENTO: ha ragione Di Pietro: "A prescindere dagli anni di condanna - nove, sette, dieci non importa - questa sentenza offre una conclusione amara su cui gli italiani devono meditare: l'Italia è governata da due persone che hanno avuto rapporti stretti e confidenziali con Cosa Nostra. " Tutto il resto è poesia! Non vi sembra ora di mandarli a casa?
Domenica 21 Novembre 2010 -
Ettore Ferrero...
La motivazione della sentenza d'Appello per concorso esterno in associazione mafiosa nei confronti del senatore Marcello Dell'Utri, condannato a sette anni di carcere,dichiara formalmente che l'imputato è stato il mediatore tra Cosa nostra e Silvio Berlusconi, attraverso la figura del boss mafioso Vittorio Mangano.
Affinchè Berlusconi Silvio potesse essere protetto dalla mafia attraverso il pagamento di lauti versamenti di denaro nelle casse di Cosa nostra.
Incontrando addirittura, a Milano,il Principe di Villagrazia,il boss Stefano Bontade.La motivazione,di oltre 600 pagine,è facilmente reperibile,in formato PDF,dai vari siti dei quotidiani Nazionali.
Inoltre,dall'ultima notizia apparsa sui siti internet,in particolare su www.Antimafiaduemila.it,risulta dalla dichiarazione del Ministro dell'Interno,Roberto Maroni,che nell'eventulaità,QUASI PROBABILE,che la Cassazione confermi l'impianto accusatorio di primo e secondo grado,scatterebbe per il senatore Marcello Dell'Utri l'ARRESTO immediato.
Come dire:" Chi vivrà vedrà"...
Martedì 11 Gennaio 2011 -
Ettore Ferrero...
Il processo di secondo grado, che vede imputato il senatore Marcello Dell'Utri, per concorso esterno in associazione mafiosa a sette anni, è giunto in Cassazione.
Da quanto perviene dalle notizie giornalistiche,la sentenza dovrebbe essere emessa entro l'anno.
Il PG di Palermo,Dottor.Nino Gatto, ha impugnato la sentenza per due motivi:
- Rendere la pena,inflitta al senatore Dell'Utri,superiore a quella sentenziata in Appello;
- Approfondire la tematica del periodo successivo al 1992 per cui Forza Italia si adoperò, come partito politico, a favore di Cosa nostra.
La difesa del senatore Dell'Utri,invece,vorrebbe sovvertire le due motivazioni.
In Cassazione,presumo,non ci sarà più bisogno delle apparizioni dei collaboratori di Giuistizia,ma bensì,la verifica studiata sui precedenti gradi di giudizio,ai quali si darà sentenza definitiva ed inappellabile.O meglio sentenza irrevocabile.Che porterebbe,il senatore Dell'Utri,in caso di colpevolezza definitiva alla pena della detenzione in carcere.
Come si svilupperà il processo in Cassazione non è dato sapere,ma certamente,il senatore Dell'Utri,dovrà confrontarsi con due gradi di giudizio pesantissimi, che lo richiamano come il mediatore tra Silvio Berlusconi e la mafia di Stefano Bontade.
Lo stesso boss,Principe di Villagrazia,che da sentenza promulgata in Cassazione nel 2003,rendeva definitivo il procedimento accorso al senatore a vita, Giulio Andreotti,nella quale veniva garantita una presenza attiva alla mafia di Bontade Stefano,sin fino alla Primavera del 1980.Ovviamente con la dovuta prescrizione, che NON è assoluzione.CASUALITA' O CONVERGENZA D'INTERESSI?...
Mercoledì 12 Gennaio 2011 -
Fernando
Rispondo ad Ettore e lo ringrazio per il commento, ...forse convergenza di interessi, come tu ipotizzi. Un cordiale saluto da Fernando